domenica 24 novembre 2013

J.S.Bach (parte seconda)

Johann Sebastian Bach
ritratto di Elias Gottlob Hausmann


...cari amici e amiche, il post precedente terminava col nostro protagonista che dopo aver trascorso quasi due mesi nel carcere di Weimar  per una disputa col duca Wilhem Ernst, si trasferisce alla corte di Köthen, presso la quale si trattiene fino al 1723...

 Le funzioni qui esercitate differiscono alquanto da quelle svolte sino allora; la Corte di Köthen  è di confessione calvinista e perciò rigidamente ostile alla musica da chiesa (con la sola eccezione del canto dei semplici corali liturgici). Bach, deve limitare la propria attività alla musica strumentale da camera, escludere in maniera assoluta la pratica organistica e la composizione di cantate sacre. A questo periodo molto fecondo risalgono le prove più significative della produzione strumentale bachiana, decantata durante il periodo di Lipsia: le sonate e partite per violino solo, le suites per violoncello, i Concerti Brandeburghesi, la prima parte del Clavicembalo ben temperato, le Sonate per flauto, per violino, per viola da gamba, le Sinfonie e le Invenzioni, il Klavierbüchlein (piccolo libro per clavicembalo), per il figlio Wilhem Fridemann.
 Nel 1720, di ritorno da un viaggio a Karlsbad, il musicista apprende della morte della moglie Maria Barbara (1684-1720). Nel dicembre del 1721 si risposa con la cantante Anna Magdalena Wilcke, (o Wülke) dalla quale avrà 13 figli. Pochi giorni dopo, convola a nozze il principe Leopold von Anhalt-Köthen; la reggente si rivela subito poco propensa alle arti ed è particolarmente ostile a Bach, il quale pertanto decide di trasferirsi altrove.
Nel 1722, muore il Thomaskantor di Lipsia, certo Johann Kuhnau. Bach aspira alla sua successione, ma soltanto per la rinuncia di Telemann e di Graupner, egli può ricoprire l’importante carica. La scuola annessa alla Chiesa di San Tommaso, già antica di circa quattro secoli, vanta una cospicua tradizione musicale. Qui Bach conserverà il posto sino alla morte. In qualità di Kantor egli deve provvedere non soltanto alle musiche occorrenti per le funzioni liturgiche, ma anche istruire il coro e mantenere la disciplina nel collegio. I rapporti con i superiori non sempre sono sereni, contrasti di vario genere amareggiano il musicista e nessuno sa riconoscere la grandezza del suo genio. Oltre alle musiche per la chiesa di S. Tommaso, provvede anche alle musiche per le funzioni universitarie. Dal 1729 al 1741 dirige il Collegium Musicum fondato da Telemann; nel 1736 gli viene riconosciuta la nomina a maestro di cappella della corte di Dresda; frequentemente viene invitato in altre città per inaugurare organi o per ragioni di servizio.
Particolarmente significativo è l’invito  alla corte di Federico II di Prussia, eccellente flautista e compositore. A Potsdam nel 1747,  Bach improvvisa su un tema dettato dallo stesso re (ritornato a Lipsia, Bach riprende quel tema, lo rielabora e invia al sovrano la composizione col titolo Offerta Musicale).
Nel 1749 le condizioni di salute, sino ad allora prosperose, incominciano a declinare. La vista si indebolisce notevolmente e il maestro deve affrontare nella primavera del 1750 due operazioni agli occhi, ma senza esito positivo. Le condizioni fisiche peggiorano rapidamente. Diviene completamente cieco e si spegne dopo dieci giorni di tormentata agonia il 28-VII- 1750, lasciando incompiuta l’opera ritenuta la più geniale per contrappunto musicale: L’Arte della fuga.(1749-1750)
Su quest’opera che simboleggia tanta parte del credo creativo di Bach, il musicista chiude la propria esistenza. In presenza della morte egli ribadisce così la sua fede in due forme assolute della musica: la fuga, quintessenza dell’arte polifonica, e il corale, manifestazione suprema dello spirito religioso. Erigendo a pilastro della propria creazione la fuga e il corale, Bach rivolge il suo sguardo al passato, e quasi rifiuta di aderire al mondo moderno, anche se inconsciamente tante conquiste della successiva storia musicale sono merito suo. Esclusosi dalla contemporaneità, i musicisti del suo tempo lo negano in blocco: nuove forme, nuove idee vanno allora formandosi, e Bach deve restare per lungo tempo un musicista di provincia, di scarso rilievo, alla cui opera è inutile soffermarsi. Nessuno si rende conto che quel provinciale, mai uscito dai confini della Germania, ha spinto il suo occhio indagatore su tutta l’Europa musicale, cogliendone tutte le manifestazioni. Nessuno si accorge che quel Kantor, quel Konzertmaeister, tutto casa e famiglia, ha sovvertito la storia della musica e portato all’arte il più alto dei contributi e il dono di un’assoluta identità fra tecnica e atto creativo, fra ispirazione e spirito costruttivo.

Stimato in vita più per le sue qualità di organista che per le sue alte doti di compositore, Bach deve attendere la propria riabilitazione per quasi cent’anni, e soltanto in epoca romantica ci si accorge della profondità del suo genio e dell’incommensurabile grandezza della sua produzione, vastissima e varia, aperta a tutte le manifestazioni del pensiero musicale con la sola eccezione del melodramma, che egli mai volle affrontare.
La prima biografia redatta dal Förkel (1801), e alcune edizioni di opere sue all’inizio del XIX sec., aprono la strada alla scoperta di Bach, cui reca un grande contributo il giovane Felix Mendelssohn nel 1829 riesumando, cent’anni dopo la sua prima esecuzione, la Passione secondo San Matteo. Per iniziativa di R.Schumann e di altri si giunge pochi anni dopo alla costituzione di una Bach Gesellschaft (società Bach), che nel 1850 inizia la pubblicazione degli opera omnia.

Dopo la morte di Bach, il ricordo che si ha di lui come compositore decade e le sue tante composizioni musicali vengono considerate superate rispetto ai giovani musicisti che via via si affermano nel periodo classico. Inizialmente viene ricordato come esecutore ed insegnante e le sue opere più note sono quelle per strumenti a tastiera. Mozart, Beethoven Chopin, sono e restano per sempre  suoi fidenti e costanti ammiratori. Mozart, quando visita la chiesa di San Tommaso a Lipsia ed ascolta l'esecuzione del mottetto "Singet dem Herrn ein neues Lied" (BWV 2259 - vedi prima parte) esclama: "Qui c'è qualcosa da cui possiamo imparare!". Dopo essersi fatto dare tutti gli spartiti di Bach presenti in chiesa, Mozart si siede al clavicembalo e non si alza finché non ha finito di studiarli ed eseguirli tutti.

Beethoven fu un devoto ammiratore di Bach, imparò a suonare  Il clavicembalo ben temperato da bambino e, più tardi, chiamò Bach Urvater der Harmonie (padre dell'armonia). Parlando del significato della parola Bach, Beethoven disse: "nicht Bach, sondern ein Meer" (non un ruscello, ma un mare). Prima di iniziare un concerto, Chopin usava prepararsi suonando Bach. Diversi compositori, fra i quali Mozart, Beethoven, Robert Schumann e Felix Mendelssohn, iniziarono a scrivere in maniera contrappuntistica (arte di combinare più melodie sovrapponendole secondo determinate regole) dopo aver conosciuto le opere di Bach. L'opera di Johann Baptist Joseph Maximilian Reger, (Brand, 19 marzo 1873-Lipsia, 11 maggio 1916- compositore organista e pianista) seppe fondere insieme i linguaggi del periodo barocco e classico, oggi definiti come un compendio tra il rigoroso contrappunto bachiano e la musica tardo - romantica  di  Rachmaninov.

Eisenach: casa natale di J. S. Bach
Weimar:1° impiego di Bach, presso il principe J. Ernst
Arnstadt:1703-J. Bach collauda l'organo della chiesa
Köthen: J. Bach permane presso la corte per 6 anni
Lubecca: Bach ascolta l'organista D. Buxtehude

Lipsia: tomba di J.Bach nella Thomaskirche v.a sx
Lipsia: dal 1724 J.Bach vi risiede fino alla morte



P.S. Da oggi in poi per questioni di tempo, non mi sarà più possibile rispondere ai commenti, pertanto vi prego di accogliere le mie più sentite scuse

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